
di Piermarco Rosa
Lara Croft, la formosa eroina digitale di Tomb Raider, è andata ben oltre il videogioco di cui è protagonista.
Dalle copertine delle riviste specializzate nel settore computer e videogame, fino ad approdare al campo musicale con gli U2, l'ormai famosa avventuriera in "pixel" (termine con cui si indicano i puntini luminosi che compongono le immagini sul monitor del computer) ha sempre più assunto i contorni e lo spessore di una figura umana, e per i suoi milioni di appassionati in tutto il mondo è addirittura un nuovo sex-symbol, al pari di Kim Basinger o Demi Moore.
E prova inconfutabile di tutto questo sono i numerosissimi siti, punti d'incontro e di concitate discussioni elettroniche, dedicati a Lara Croft sorti su Internet, vera e propria moderna agorà del mondo informatico e specchio fedele delle sue tendenze e manie.
Sarà per le forme seducenti ed evidenti con cui è stata caratterizzata dai suoi creatori; sarà per la dettagliata biografia di cui è stata fornita e che la rende ancora più "vera" (pare sia la figlia ribelle di un ricco aristocratico inglese); sarà soprattutto grazie al legame simbiotico sviluppato con i giocatori nel realistico mondo virtuale di Tomb Raider; fatto è che Lara ha scatenato una vera e propria febbre d'amore elettronica nel cuore dei suoi fan.
E sono già molti i siti Internet che la ritraggono addirittura nuda, o che forniscono gratuitamente i programmi "patch" (parola che in inglese significa "toppa"), i quali, una volta inseriti nel gioco di Tomb Raider, spogliano del tutto la povera Lara, lasciandola a girare come mamma l'ha fatta per pericolosi labirinti e insidiose caverne. Adrian Smith, direttore operativo della Core Design, la ditta di software che ha creato Lara Croft ed il suo videogioco, biasima duramente le immagini nude di Lara apparse su Internet, giudicandole offensive e dannose, e avverte che alla Core stanno già pubblicando degli avvisi legali per prevenire futuri episodi del genere.
Lara Croft, la formosa eroina digitale di Tomb Raider, è andata ben oltre il videogioco di cui è protagonista.
Dalle copertine delle riviste specializzate nel settore computer e videogame, fino ad approdare al campo musicale con gli U2, l'ormai famosa avventuriera in "pixel" (termine con cui si indicano i puntini luminosi che compongono le immagini sul monitor del computer) ha sempre più assunto i contorni e lo spessore di una figura umana, e per i suoi milioni di appassionati in tutto il mondo è addirittura un nuovo sex-symbol, al pari di Kim Basinger o Demi Moore.
E prova inconfutabile di tutto questo sono i numerosissimi siti, punti d'incontro e di concitate discussioni elettroniche, dedicati a Lara Croft sorti su Internet, vera e propria moderna agorà del mondo informatico e specchio fedele delle sue tendenze e manie.
Sarà per le forme seducenti ed evidenti con cui è stata caratterizzata dai suoi creatori; sarà per la dettagliata biografia di cui è stata fornita e che la rende ancora più "vera" (pare sia la figlia ribelle di un ricco aristocratico inglese); sarà soprattutto grazie al legame simbiotico sviluppato con i giocatori nel realistico mondo virtuale di Tomb Raider; fatto è che Lara ha scatenato una vera e propria febbre d'amore elettronica nel cuore dei suoi fan.
E sono già molti i siti Internet che la ritraggono addirittura nuda, o che forniscono gratuitamente i programmi "patch" (parola che in inglese significa "toppa"), i quali, una volta inseriti nel gioco di Tomb Raider, spogliano del tutto la povera Lara, lasciandola a girare come mamma l'ha fatta per pericolosi labirinti e insidiose caverne. Adrian Smith, direttore operativo della Core Design, la ditta di software che ha creato Lara Croft ed il suo videogioco, biasima duramente le immagini nude di Lara apparse su Internet, giudicandole offensive e dannose, e avverte che alla Core stanno già pubblicando degli avvisi legali per prevenire futuri episodi del genere.















